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Presentato il I Report della Rete «Sistema delle aree protette alpine italiane»

La rete Sapa... può sviluppare il potenziale delle aree protette alpine

Alcune aree protette della Rete Sapa sono eccellenze per la loro attività in materia di connettività ecologica e sono state incluse in un elenco internazionale alpino di aree pilota, le cosiddette «Regioni pilota» della Piattaforma Rete Ecologica della Convenzione delle Alpi

Si è tenuto a Gardone Riviera (Bs), nel territorio del Parco Alto Garda Bresciano, l'evento pubblico «Sviluppare il potenziale delle aree protette alpine» dedicato alla presentazione del I Report della Rete «Sistema delle aree protette alpine italiane (Sapa)» e realizzato con i contributi della Rete, di Federparchi Europarc Italia e di altre istituzioni ed enti di ricerca coinvolti, con il supporto del Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi.
La Rete Sapa opera da anni per un sempre migliore coordinamento delle aree protette alpine, soprattutto regionali e locali, comprese le aree protette della rete Natura 2000 rappresentando un'esperienza di attuazione a livello nazionale della Convenzione delle Alpi, con il coordinamento dalla Delegazione del ministero dell'Ambiente in Convenzione delle Alpi.
Alla Rete Sapa partecipano 33 aree protette tra nazionali, regionali naturali e riserve. Sono tutte situate nell'area alpina italiana e coprono circa 669.000 ettari. Sono 19 le istituzioni della Rete responsabili per la gestione di tali aree: Val Grande, Alpi Marittime, Aree Protette della Valle Sesia, Aree Protette dell'Ossola, Gran Paradiso, Mont Avic, Stelvio, Alto Garda Bresciano, Orobie Bergamasche, Orobie Valtellinesi, Monte Barro, Adamello, Grigna Settentrionale, Dolomiti Bellunesi, Dolomiti d'Ampezzo, Adamello Brenta, Paneveggio Pale di San Martino, Dolomiti Friulane, Prealpi Giulie. Alla Rete partecipano anche le aree protette e le reti provinciali, la cui gestione spetta alle Province Autonome alpine, e la rete Natura 2000, che interessa il 23,7% del territorio alpino italiano, la cui gestione è affidata alle 6 Regioni alpine (Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto) e le 2 Province Autonome alpine (Trento e Bolzano).
La Rete Sapa è una rete aperta e idealmente potrebbe raggiungere 1.250.000 ettari di estensione, pari al 24% del territorio italiano della Convenzione delle Alpi, a cui va aggiunta anche la superficie dei siti Natura 2000.
Alcune aree protette della Rete Sapa sono delle eccellenze per la loro attività in materia di connettività ecologica e sono state incluse in un elenco internazionale alpino di aree pilota, le cosiddette «Regioni pilota» della Piattaforma Rete Ecologica della Convenzione delle Alpi.
Delle prime otto aree geografiche nominate nel 2011, fanno parte 8 aree protette della Rete Sapa (Prealpi Giulie, Alpi Marittime, Gran Paradiso, Mont Avic, Alpe Veglia e Alpe Devero, Adamello, Adamello Brenta, Stelvio), di cui due sono transfrontaliere ossia il Parco delle Prealpi Giulie, al confine con il Parco del Triglav in Slovenia, e il Parco delle Alpi Marittime, al confine con il Parco del Mercantour in Francia.
Un Tavolo Sapa istituito per dar forma agli aspetti di governance delle aree protette e di altre aree strategiche per la connettività ecologica con un accordo aggiuntivo al Protocollo «Protezione della natura e tutela del paesaggio» che in ambito alpino rappresenta uno dei principali strumenti per quanto riguarda le politiche per la conservazione della diversità biologica nella regione alpina e la promozione e attuazione della continuità ecologica regionale.
Sapa nasce quindi per rispondere all'esigenza di un migliore coordinamento tra le aree protette alpine italiane perseguendo tre obiettivi strategici primari:
- migliorare il coordinamento delle aree protette alpine attraverso l'armonizzazione dei dati e delle metodologie per la loro raccolta e l'adozione di progetti comuni da finanziare con fondi europei e internazionali;
- migliorare il coordinamento tra aree protette alpine ed enti territoriali della regione biogeografica alpina mediante lo sviluppo di un modello di governance condiviso e in linea con obiettivi e risultati della Convenzione delle Alpi su materie affini;
- migliorare il coinvolgimento della rete di aree protette alpine italiane nelle reti europee e internazionali, in linea con le politiche europee e regionali.
Durante la giornata di presentazione del Report sono stati quindi esaminati e discussi tutti gli sviluppi del lavoro svolto da Sapa in tema di monitoraggio della biodiversità, di potenziale dei servizi ecosistemici dei parchi alpini e di attuazione dei principi e delle disposizioni internazionali e nazionali in materia di rete ecologica, non ultime quelle previste in Convenzione delle Alpi.
Un Report che raccoglie le attività effettuate sul territorio dal Tavolo Sapa grazie alla presenza di istituzioni ed enti di ricerca attivi sul territorio alpino, come Federparchi, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ed Eurac Research, i cui esperti collaborano all'attuazione del Piano di Azione della Rete.
Una giornata che ha visto, dopo l'apertura dei lavori avviata con i saluti degli enti locali ospitanti, il ripercorrere di tutte le fasi di sviluppo della Rete richiamando gli obiettivi principali della stessa. Esperti riuniti in due sessioni di tavola rotonda che si sono poi confrontati su alcuni dei principali temi trattati dal Report che vanno dal monitoraggio della biodiversità al potenziale dei servizi ecosistemici dei parchi alpini passando per l'attuazione dei principi e delle disposizioni, internazionali e nazionali, in materia di rete ecologica.
Un evento che ha fatto il punto della situazione su quanto fatto sino ad ora facendo emergere elementi per temi e approcci allo sviluppo sostenibile integrato del capitale naturale in area alpina.

Elsa Sciancalepore

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